Le fiabe di Fatalucina


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Le fiabe di Fatalucina

Sognomo

SOGNOMO

Ciao! Sono Sognomo, il mio compito è di soffiare all'orecchio dei bimbi che dormono o che sonnecchiano o che si annoiano le fiabe di Fatalucina... Eccovi una bellissima fiaba....

Il fanciullo cavaliere


C’erano una volta un castello e un villaggio.
Uomini malvagi e assetati di potere, avevano distrutto l’intero villaggio e i raccolti con il fuoco. La disperazione regnò in ogni cuore.
Gli uomini del villaggio divennero ciechi, tanto ciechi da uccidere il fratello per un po’ di cibo.
In mezzo a tanto buio, c’era una piccola luce, il suo nome era Sem. I nemici avevano ucciso i suoi genitori, avevano bruciato la sua casa, ma Sem era sopravvissuto e non sopportava l’arrendevolezza degli uomini e delle donne del villaggio, che preferivano uccidersi tra loro, piuttosto che trovare un soluzione al problema.
Sem pensò e ripensò e un rimedio trovò.
-Al castello devo andare, il suo cavaliere troverò, la mia gente salverò.
Prima di partire per il castello, Sem radunò la sua gente e così parlò – Ascoltatemi bene, dovete finirla di uccidervi tra voi! Ho deciso che andrò a chiedere aiuto al cavaliere che dimora nel castello
Gli uomini e le donne del villaggio si misero a ridere- Il castello è incantato e il cavaliere nessuno l’ha mai visto.
Ma Sem per niente scoraggiato rispose- Al castello andrò e la salvezza vi porterò! E così fece.
Cammina, cammina al castello arrivò. Sem aveva sentito dire che il cavaliere era prigioniero del castello e che il castello aveva divorato il cuore del cavaliere.
Cercò un accesso e vide che il castello aveva dieci porte, certo una sola gli avrebbe permesso di entrare nel castello. Occorreva dire una parola magica o recitare una formula? Sem non lo sapeva!
Sem chiama, chiama ad alta voce il cavaliere, ma nulla si muove.
Sem allora, conta le porte, conta fino a dieci e poi dice –

Dieci porte
Un castello
Dieci stanze
A me aprite

La decima porta, aprì gli occhi, sbadigliò come si svegliasse da un lungo sonno- Cosa vuoi fanciullo? Non vedi che ci sono altre nove porte? Va’ da loro!
Sem andò alla nona porta, si piantò ben saldo davanti ad essa e disse ad alta voce


Dieci porte
Un castello
Dieci stanze
A me aprite


La nona porta aprì un occhio e subito lo richiuse, senza dire nulla.
Sem continuò e si portò davanti l’ottava porta del castello


Dieci porte
Un castello
Dieci stanze
A me aprite

L’ottava porta scricchiolò, scrollandosi di dosso tanta polvere, quindi una voce dolcissima sospirò


Son l’ottava
Tua diletta
Entra lesto
Per questa porta


Così dicendo l’ottava porta girò su se stessa, portando Sem dentro il castello.
Tutto era buio ma Sem disse

Buio non ti temo
Son forte
Luce entra
In ogni stanza

In un attimo vi fu luce in ogni stanza del castello.
E ogni stanza del castello cominciò a girare, come fosse una giostra, finché Sem decise e…… saltò in una delle stanze.
Al centro della stanza vi era in bella mostra, un’armatura d’oro, ma del cavaliere neanche l’ombra.



Sem saltò allora in un’altra stanza e vi trovò un principe disteso su un letto d’oro, anche le coperte erano dorate.
Ma quando Sem si avvicinò al letto e toccò il principe, il principe scomparve e scomparve anche il letto con le coperte d’oro.
Sem decise di saltare e trovò una stanza tutta d’oro, d’oro le pareti, d’oro il soffitto e d’oro il pavimento, al centro della stanza vi era un’anfora d’oro.
Dall’anfora d’oro una vocina gentile chiese a Sem- Dimmi fanciullo, qual è la cosa più importante per essere uomo e per essere grande?
Sem pensò un po’ e poi rispose- Per un uomo, perché sia grande, la cosa più importante è la lealtà.
E l’anfora disse- Calati dentro di me, sono la prima porta del castello. Chi passa attraverso me, entra nel cuore del castello, per questo è necessario che sia leale!
Sem senza esitazione, si calò dentro l’anfora d’oro e giù a tutto gas, in uno scivolo liscio come l’olio, che lo portò in una stanza piena di luce.
Sem si guardò attorno e riconobbe subito il fanciullo che dormiva sul letto d’oro, questo gli venne incontro stendendo la mano, in segno di amicizia e dicendo- Qua la mano, sei davvero in gamba, ero stanco di stare solo, ora ho un amico con cui giocare!
Devi però farmi una promessa!
-Cosa devo promettere?
-Chiedo che il tuo cuore divenga mio e del castello. Solo così vivrai in eterno con me nel castello.
-Marameo! Non ho nessuna intenzione di darti il mio cuore! Perché non provi ad uscire con me dal castello? Fuori di qui c’è la gente del mio villaggio che muore di fame, perché nemici malvagi scorrazzano in lungo e in largo, distruggendo ogni cosa con il fuoco e le armi!
-E io cosa posso fare?
-Con la tua armatura potresti difenderci, con il tuo oro potresti darci una casa e nuovi raccolti!
-Non posso uscire dal castello, ne sono prigioniero! Sono un bimbo, non vedi? Secoli fa, ero un cavaliere, ero grande e forte. Ma fui sleale nei confronti di un amico, che morì. La madre di costui era una potente fata e tanto grande fu il suo dolore, che mi maledì. Preso dal rimorso, mi lasciai catturare da lei, mi rinchiuse in questo castello magico, mi tolse l’armatura d’oro e mi fece tornare bambino.



Disse che in questo castello avrei avuto tutte le ricchezze fuorché una, ovvero l’amicizia. Solo quando il mio pentimento sarebbe stato sincero e avrei dimostrato lealtà, l’incantesimo sarebbe finito.
A queste parole il castello cominciò a gemere e a scricchiolare.
-Presto disse il fanciullo, dobbiamo andare nella stanza che custodisce la mia armatura!
-E poi?
-E poi ti spiego!
- Come possiamo arrivarci?
-Stringiti forte al mio cuore e dì che senti che sono sincero e leale!
Sem strinse forte, forte il suo amico- Io sento che tu cavaliere fanciullo sei mio amico, e sento che sei e sarai leale ora e sempre!
I due si ritrovarono nella stanza dell’armatura, il fanciullo si portò davanti a questa, e disse- Mi pento del male fatto, vestitemi della mia armatura e la mia vita, la mia forza, serviranno i più deboli, ora e per sempre!
Il fanciullo tornò cavaliere, il castello aprì le sue porte agli abitanti del villaggio e a tutti i bisognosi.


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